Get a Set

Get a Set 2017-05-01T18:18:01+00:00

Danza Irlandese come terapia per il Parkinson

La riabilitazione per i pazienti affetti da malattia di Parkinson sta assumendo negli ultimi anni un ruolo importante per il miglioramento dei sintomo motori e non motori, con significativo riverbero sulla mobilità, equilibrio e qualità della vita.
Tra le tipologie di riabilitazioni alternative, la musica e la danza basate sull’evidenza scientifica stanno emergendo nel campo della Neuroriabilitazione.
Tra queste l’Irish set dancing ha dato evidenza di efficacia nel miglioramento generale della mobilità, anche in funzione di una elevata aderenza per la sua peculiare valenza sociale e ludica.
Manifestazioni come il Festival Internazionale di Musica Irlandese di Bondeno, non fanno altro che accrescere la consapevolezza dei pazienti nelle loro possibilità motorie e nei loro famigliari di avere un contatto diretto con una realtà nuova, vivace, ovvero un modo nuovo di fare riabilitazione per questa malattia.
“Eire!” Festival è il più efficace metodo di comunicazione su questa terapia che in Italia, contrariamente all’estero (i risultati della ricerca sono stati appena pubblicati dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale “BMC Geriatrics”), deve ancor trovare una diffusione adeguata sui suoi sorprendenti effetti.
Ringrazio l’organizzazione del Festival e il Comune di Bondeno per l’ospitalità e l’aiuto che stiamo ricevendo per alleviare le sofferenze di tanti malati.
E’ un onore poter essere qui, in quello che è senza dubbio uno dei migliori Festival di musica e ballo irlandesi del mondo.

La Malattia di Parkinson è una patologia neurologica che comporta una ridotta attività fisica, una scarsa mobilità, un elevato rischio per cadute e una ridotta qualità della vita.
Sebbene negli ultimi anni vi sia una emergente evidenza che l’attività fisica migliori la forza muscolare, l’equilibrio e la mobilità, molti studi hanno confermato dei benefici limitati nel lungo tempo per una ridotta aderenza ai programmi riabilitativi.

La musica fin dall’antichità è stata utilizzata ai fini terapeutici-educativi. Infatti lo stesso Archimede, inventore della scala musicale ne aveva enfatizzato l’importanza; successivamente Platone nella Repubblica riconosceva nella musica un importante strumento per il rispetto dell’Etica e dell’Estetica, valori fondamentali per il buon governo di uno Stato Civile; Aristotele sottolineava l’importanza dell’allenamento nell’arte musicale e così via fino a Leibniz nel 1700, il quale definiva la musica quale esercizio cosciente dell’aritmetica. Solo nel 1804 durante il Congresso Internazionale “The First American Dissertion on Music Therapy” vi è un cambio del paradigma da un modello di Scienza Sociale ad un modello di Neuroscienze facendo diventare la Musicoterapia una sezione speciale della Riabilitazione riconosciuta dalla Federazione Mondiale di Neurologia.

Da allora la musicoterapia è stata utilizzata nella riabilitazione di numerose malattie neurologiche e anche nella M. di Parkinson. Tra le varie componenti della musica in riabilitazione viene utilizzato maggiormente il ritmo, la cui sede nel cervello è stato individuata nel nucleo paraolivare superiore (SPN). In particolare la musica ritmata viene utilizzata nella M. di Parkinson in quanto il ritmo permette di circuire le vie neuronali mal funzionanti in tale patologia del sistema nervoso extrapiramidale permettendo in tal modo di superare i disturbi del cammino tipici, quali ad esempio il freezing (congelamento dei piedi a terra) prima di partire o durante i cambi di direzione. Per tale motivo viene consigliato alle persone con M. di Parkinson di ascoltare musica di qualsiasi genere possibilmente il più ritmata perché in tal modo si facilita il movimento.

Strettamente connessa alla musica è la danza; due sono le cose che fanno danzare: la prima è il ritmo e la seconda è l’osservare la danza. E’ stato evidenziato che l’osservare dei danzatori mentre ballano stimolerebbe delle aree cerebrali sensori-motorie facilitando in tal modo l’esecuzione dei movimenti. Tali ricerche si rifanno agli studi sui neuroni a specchio, dove molte aree del cervello sarebbero coinvolte nel sistema dei neuroni a specchio inclusi quelli acustici. Inoltre i danzatori mostrano una maggior capacità di verticalizzazione rispetto ai non danzatori evidenziando una maggior capacità propriocettiva-somestesica-cinestesica rispetto ai non danzatori.

Negli ultimi anni è andata sempre più crescendo l’attenzione da parte dell’opinione pubblica sull’utilizzo delle riabilitazioni alternative o complementari nella riabilitazione della M. di Parkinson. Per migliorare la qualità della vita in tale Malattia c’è bisogno di trovare metodi riabilitativi efficaci, divertenti e sostenibili. La danza è un modo di fare attività fisica comunemente utilizzata da molte persone anziane. Studi preliminari condotti su persone con M. di Parkinson hanno dimostrato che la danza può essere associata ad un miglioramento della mobilità, dell’equilibrio e della qualità della vita. Infatti uno studio sul tango alcuni anni fa ha evidenziato che tale danza sembra migliorare la mobilità e l’equilibrio nella M. di Parkinson anche se tale affascinante danza non sempre risulta alla portata di tutti per la complessità di esecuzione dei suoi passi.
Non è chiaro quale genere di danza sia più efficace o quale musica più adatta; altrettanto non si sa se la danza sia più efficace nel lungo termine rispetto alla fisioterapia convenzionale Soprattutto non è noto se la danza sia sicura per le persone con M. di Parkinson, le quali hanno una propensione a cadere.

Danza Irlandese come terapia per il Parkinson

Partendo da tali riflessioni come preludio per uno studio randomizzato internazionale abbiamo voluto esplorare gli effetti della danza irlandese nelle persone con M. di Parkinson. La scelta della danza irlandese nasce da alcune osservazioni. Già l’Imperatore Adriano nelle sue Memorie quando descrisse il suo viaggio attraverso l’Impero raccontava di essere rimasto colpito dalla bellezza dei canti dei Celti. Ancora più interessante è una ricerca fatta da un giovane ricercatore tedesco, il quale recatosi negli altipiani della Somalia presso la popolazione indigena dei Mafa, mai entrati in contatto con il mondo civilizzato, ha fatto ascoltare a loro dei brani musicali occidenti di vario genere (musica classica, blues, jazz, ecc) chiedendo a loro di associare la musica ascoltata ad una espressione scelta tra felicità, tristezza e arrabbiatura. La cosa che colpisce è che tra tutti i generi ascoltati, la musica irlandese sia quella che abbia permesso di fare le migliori performances.
In definitiva la scelta dell’Irish dance è stata motivata dal fatto che trattasi di una danza popolare molto diffusa nel mondo, possiede un potente stimolo acustico ritmico, rafforza la stabilità nell’esecuzione in coppia, è relativamente semplice da imparare e, risultando gradevole e gioiosa, ha un alto valore sociale.

Per tale motivo abbiamo condotto presso l’Ospedale “S. Raffaele Arcangelo” Fatebenefratelli di Venezia un progetto di ricerca sull’utilizzo della danza irlandese nella riabilitazione della M. di Parkinson. Sono stati reclutati 24 pazienti con M. di Parkinson con stadio lieve-moderato 2.5 Hoehn-Yahr, i quali sono stati randomizzati in 2 gruppi: 1) gruppo di Irish dance e 2) gruppo di fisioterapia convenzionale. Il gruppo di danza irlandese ha eseguito un corso di Irish dance con una lezione di due ore alla settimana per la durata di 6 mesi, condotto da due maestri di Irish dance dei Black Sheep di Venezia. I pazienti sono stati accoppiati con membri della scuola di danza per assicurare la loro sicurezza.
Partner familiari sono stati invitati a partecipare al progetto. Le lezioni di Irish dance includevano una prima fase di riscaldamento con esercizi e danze in circolo finalizzati alla preparazione delle persone all’apprendimento dei passi dell’Irish set dancing. Sono state insegnate composizioni di figure a 4 coppie per 2 tipici di questa danza, originante dalle quadriglie francesi, quali il Corofin plain reel set, l’Antrim reel set, il Black valley Jig square e il Durrow Threshing polka set. Tali sets sono stati scelti per migliorare i disturbi dell’equilibrio, del cammino come il freezing e la bradicinesia utilizzando l’Irish music quale cue acustico ritmico. Il gruppo sottoposto alla fisioterapia ha eseguito un ciclo di riabilitazione convenzionale della stessa con una lezione di 2 ore alla settimana per 6 mesi secondo le Linee Guida Europee per la Riabilitazione della M. di Parkinson. Tutti i pazienti sono stati valutati all’inizio e al termine dello studio.

I risultati di questo studio hanno evidenziato un’alta aderenza al programma di danza irlandese rispetto al gruppo di fisioterapia convenzionale. Inoltre il gruppo di danza irlandese ha evidenziato un significativo miglioramento della mobilità, dell’equilibrio, dei disturbi del cammino (FOG) e della qualità della vita rispetto al gruppo di fisioterapia dimostrando che tale intervento riabilitativo risulta essere efficace, sicuro e socialmente coinvolgente garantendo in tal modo una aderenza alla terapia riabilitativa altrimenti non garantita con la tradizionale fisioterapia in palestra alquanto noiosa e poco divertente. La conferma viene dalle innumerevoli iniziative al riguardo che stanno nascendo nel mondo con l’avvio di corsi di danza irlandese presso le Associazioni Parkinson specialmente di cultura anglosassone e con la diffusione di tale danza nei media e nel web a livello internazionale. I pazienti con M. di Parkinson coinvolti nello studio di Venezia sono stati invitati come ospiti d’onore al prossimo Festival Internazionale di Musica Irlandese a Feakle nella Contea del Clare dal 6 al 12 agosto 2013, dove si terrà una conferenza scientifica sull’efficacia della danza irlandese nella M. di Parkinson e successivamente al Festival Internazionale di Musica Irlandese a Bondeno (Ferrara) in Italia che si terrà il 23-24-25 di Agosto 2013.

Tale studio pilota di ricerca sull’Irish set dancing nella M. di Parkinson ha dato l’avvio ad uno studio di ricerca internazionale che vede coinvolte, oltre all’Ospedale S. Raffaele Fatebenefratelli di Venezia, l’Università di Melbourne con la Prof Meg Morris e L’Università di Limerick con la Dr.ssa Amanda Clifford e Joanne Shanahan. Un altro studio di ricerca multicentrico nazionale in procinto di partire è il confronto tra due popolazioni di Malati di M. Parkinson e M. di Alzheimer sottoposti ad un corso di danza irlandese.

In conclusione la musica e la danza, se scientificamente impostate, sembrano rappresentare un interessante intervento riabilitativo nelle persone con M. di Parkinson con un significativo riverbero sulla qualità della vita, la quale rimane il più importante obiettivo per chi si interessa di neuroriabilitazione in questa complessa malattia neurologica.

Dr. Daniele Volpe
Direttore Reparto Neuroriabilitazione Ospedale “Fatebenefratelli – S. Giovanni di Dio” Venezia